Appena girata l’ultima pagina del terzo libro di Franzen che mi concedo nell’ultimo periodo. Anche questo, come i due precedenti che avevo letto, Le Correzioni e Libertà, è un libro importante, sia come trama e soprattutto come dimensioni. Dico subito, bellissimo, un viaggio in una famiglia di pazzi furiosi dove il grande impegno è sopportarsi l’un l’altro. E sopra a quest’architrave narrrativa Franzen costruisce un castello di storie entrando nei dettagli. Le comunità adolescenziali di stampo religioso – da qui il nome Crossroads, molto americana come cosa anche se non dissimile dalla nostra, per esempio, Azione Cattolica – la droga, prima l’”innocua” erba e poi l’arrivo della distruttiva cocaina, la crisi americana con le contestazioni sull’intervento in Vietnam, la dilagante e modaiola cultura hippie e anche le problematiche delle riserve dei nativi americani. Un bel quadro insomma dell’America anni 70, quadro che però prende vita soltanto con le interazioni dei protagonisti che si alternano come punti di vista nel raccontare la storia. Scrittura bellissima, magnetica e accattivante, che è in grado di trasportare il lettore nelle dinamiche dei personaggi. Una quantità notevole di pagine che tuttavia scorrono velocemente. L’unico appunto che mi sento di fare è proprio relativo all’eccessiva, secondo me, lunghezza. L’autore aveva a disposizione svariati finali ma ha sempre voluto saltarli per aggiungere ancora carne al fuoco, ecco, questo forse l’ho trovato un po’ eccessivo. Comunque gran bella lettura che senza dubbi consiglio.


Lascia un commento